In breve
- Verificare l’esposizione solare del terrazzo è il primo passo: Nord, Sud, Est o Ovest cambiano del tutto le piante da terrazzo da scegliere.
- Per terrazzi esposti a Sud servono piante resistenti al sole e al caldo, con vasi profondi e irrigazione regolare.
- Per terrazzi in ombra o a Nord funzionano meglio piante ombreggiate da sottobosco, felci, begonie, heuchera, edera.
- Le piante per balcone perenni e sempreverdi riducono la manutenzione e mantengono il verde tutto l’anno.
- Una buona cura delle piante su terrazzo passa da scelta corretta dei contenitori, substrato drenante e irrigazione terrazzo programmata.
- Alternare piante fiorite e piante aromatiche permette stagionalità di colori, profumi e uno spazio più vivibile.
- La scelta piante terrazzo deve tenere conto anche del vento, del clima della zona e del tempo reale che Lei potrà dedicare alla manutenzione.
Piante da terrazzo e analisi dell’esposizione solare: il punto di partenza per non sprecare budget
Prima di scegliere qualsiasi pianta, un terrazzo va “letto” come si leggerebbe una pianta di casa. La esposizione solare, l’intensità del vento, le superfici che riflettono calore e gli ostacoli visivi definiscono quali piante da terrazzo possono durare negli anni e quali invece si bruceranno o marciranno dopo pochi mesi. Un balcone a Sud in città, circondato da facciate chiare, può raggiungere in estate oltre 40 °C percepiti; un terrazzo a Nord di un palazzo alto rimane fresco e spesso umido anche in agosto.
Per partire in modo strutturato conviene prendersi un pomeriggio e osservare l’ambiente in tre momenti: mattina, primo pomeriggio e sera. Si annota per quanto tempo una zona riceve luce diretta, quando entra in ombra, se il vento è forte o se l’aria resta ferma. Questo “rilievo” casalingo non richiede strumenti professionali, ma consente di capire se si è davanti a un terrazzo da piante resistenti al sole, da agrumi o lavande, oppure da piante ombreggiate come felci, heuchera, edera, begonie.
Un secondo passaggio riguarda la temperatura invernale. In molte città del Nord Italia, da Torino a Trieste, sul terrazzo si scende tranquillamente a 0 °C o poco sotto, con punte occasionali di -5/-7 °C. Questo dettaglio incide sulla scelta piante terrazzo perché un kumquat tollera fino a circa -10 °C, mentre una bouganville in vaso fatica a superare inverni rigidi senza protezioni. Nei climi più miti, lungo le coste tirreniche e ioniche, la stessa pianta avrà un comportamento diverso e meno problematico.
Un errore frequente consiste nel copiare allestimenti visti su riviste o social senza verificare le condizioni reali del proprio balcone. Una fioriera di petunie esplosiva in Liguria, esposta a Sud e ventilata, può trasformarsi in poche settimane in un insieme di steli secchi su un terrazzo interno milanese, caldo ma poco arieggiato. Per questo ogni progetto di piante per balcone deve partire da esposizione, microclima e dimensioni: solo in seguito entrano in gioco colori, abbinamenti e stile decorativo.
Anche i materiali presenti cambiano la situazione. Pavimenti in gres scuro o in cemento assorbono calore e lo rilasciano di sera, spingendo le radici dei vasi a temperature elevate. Parapetti in vetro amplificano l’irraggiamento. Al contrario, un parapetto pieno in muratura crea zone filtrate, perfette per chi desidera alternare piante fiorite in primo piano e sempreverdi più delicati in secondo piano. La decisione di usare erba sintetica o doghe in legno composito non è solo estetica: entrambe le soluzioni riducono il surriscaldamento del pavimento rispetto alla piastrella tradizionale.
Per chi vuole una base di lavoro concreta, la tabella seguente mette in relazione esposizione e categorie consigliate:
| Esposizione terrazzo | Ore di sole diretto (indicative) | Tipologia piante consigliate | Esempi pratici |
|---|---|---|---|
| Sud / Sud-Ovest | 6-10 ore | Piante resistenti al sole, xerofile, aromatiche, agrumi | Gerani, lavanda, rosmarino, kumquat, bouganville |
| Est | 3-5 ore (mattino) | Perenni fiorite, aromatiche, tappezzanti | Iberis sempervirens, salvia, plumbago, surfinie |
| Ovest | 3-5 ore (pomeriggio) | Piante che tollerano sole caldo ma con mezz’ombra | Thunbergia alata, petunie, oleandro in vaso profondo |
| Nord | Luce diffusa, quasi nessun sole diretto | Piante ombreggiate, da sottobosco e foglia decorativa | Felci, heuchera, begonie, edera, ciclamini |
Una volta inquadrato l’orientamento, ogni terrazzo diventa un “ambiente” quasi prevedibile. Su questa base si può lavorare con più sicurezza, investendo in vasi, substrati e specie che abbiano reali probabilità di crescere, senza trasformare ogni primavera in una ripartenza da zero.
Piante perenni e sempreverdi: struttura verde tutto l’anno in funzione della luce
Chi desidera un terrazzo che rimanga piacevole anche in gennaio ha bisogno di una “ossatura” di piante per balcone perenni e sempreverdi. Queste specie mantengono fogliame o rami decorativi per dodici mesi, riducono l’effetto di vuoto invernale e facilitano la progettazione vera e propria dell’arredo esterno. La relazione con la luce resta decisiva, perché una perenne in pieno sole reagisce in modo opposto rispetto alla stessa specie in ombra luminosa.
Sui terrazzi esposti a Sud o Sud-Ovest lavanda, artemisia, dichondra argentea, timo e rosmarino creano un impianto continuo che regge sia caldo che vento. La lavanda, con un vaso in terracotta da 30–35 cm e terriccio ben drenato, si trova oggi (2026) mediamente tra 8 e 18 € a pianta in vivaio, a seconda della varietà. Ha bisogno di sole pieno e di un’irrigazione contenuta, evitando ristagni. In abbinamento funzionano bene bosso e piccole conifere come ginepro e pino mugo, purché non si superi il limite di calore che queste ultime sopportano.
In mezz’ombra, tipica di terrazzi a Est oppure parzialmente coperti, entrano in gioco specie come plumbago, pervinca, salvia e alcune varietà di camelia in vaso. Il plumbago, con i suoi fiori azzurro cielo, sopporta bene il sole del mattino e una leggera ombra pomeridiana; con un buon drenaggio e concimazione regolare regala fioriture prolungate. Per chi vuole anche privacy, il bambù in vaso profondo (almeno 40–45 cm) crea barriere verdi continue; va però contenuto con vasi a fondo chiuso o barriere anti-radice per evitare espansioni incontrollate.
Nei terrazzi più freschi o rivolti a Nord, il discorso cambia. Felci, heuchera, edera, cineraria maritima e alcune varietà di ortensie in vaso preferiscono luce indiretta e terreni freschi. La cineraria maritima, per esempio, offre foglie bianco-argentee che illuminano gli angoli in ombra, con esigenze d’acqua moderate ma costanti. L’ortensia in contenitore richiede invece un volume di substrato generoso, irrigazioni frequenti e protezione dai raggi più forti, soprattutto nelle ore centrali estive.
Un elemento spesso sottovalutato è la dimensione del vaso rispetto all’apparato radicale. Una regola pratica consiste nello scegliere, ad ogni rinvaso, un contenitore con diametro almeno 30 cm più grande del precedente per le piante destinate a crescere molto. In alternativa, chi non se la sente di affrontare rinvasi complessi può affidarsi periodicamente a un vivaio; nel 2026 un servizio di rinvaso professionale per piante medie si aggira tra 15 e 35 € a esemplare, a seconda della città.
Una volta creata la struttura con sempreverdi e perenni, i vasi stagionali di piante fiorite diventano il tocco variabile: si inseriscono nelle fioriere frontali, si appendono alle ringhiere, si alternano sui gradini o lungo il perimetro. Il terrazzo smette di essere una collezione casuale e diventa uno spazio coerente, facile da leggere e da gestire.

Piante resistenti al sole per terrazzi esposti a Sud: colori senza bruciature
Un terrazzo esposto a Sud è luminoso, caldo e spesso molto richiesto nelle grandi città. L’altra faccia della medaglia è che non tutte le piante da terrazzo sopravvivono a giornate di sole pieno, soprattutto quando il pavimento si surriscalda e l’aria ristagna. La soluzione passa da una combinazione di specie dichiaratamente piante resistenti al sole, vasi adeguati e irrigazione terrazzo ben progettata.
Tra i classici dei balconi italiani, i gerani (in particolare i “parigini” pendenti) restano una certezza. Sopportano caldo, vento moderato e periodi brevi di siccità. Un’ampia cassetta da ringhiera da 60–80 cm, con 3–4 gerani ben distanziati e sottovaso drenante, crea un fronte di colore intenso da maggio a ottobre. Per mantenere la pianta in forma serve una potatura leggera delle parti secche e una concimazione bilanciata ogni 10–15 giorni nella stagione di crescita.
Accanto ai gerani si possono inserire petunie e surfinie, perfette come piante fiorite pendenti. Queste ultime amano il sole ma detestano ristagni d’acqua: meglio quindi un substrato leggero, con 20–30 % di perlite o pomice, e annaffiature regolari nelle ore fresche. In piena estate, su balconi molto caldi, può essere utile un leggero ombreggio nel primo pomeriggio, ottenuto semplicemente spostando i vasi più delicati dietro a piante più alte come oleandri o piccoli agrumi.
Chi ama un aspetto più mediterraneo può puntare sulla lavanda, sulle piante aromatiche come rosmarino, timo e salvia, e sui piccoli agrumi da vaso. Il kumquat, per esempio, porta sul terrazzo fogliame lucido, fioritura profumata in primavera e fruttificazione invernale. Ama il pieno sole, chiede però una buona circolazione d’aria e un minimo riparo dai venti freddi diretti. Da marzo a ottobre l’irrigazione deve essere costante, senza lasciare mai completamente asciutto il pane di terra; in inverno, la pianta entra in riposo vegetativo e si irriga solo in caso di siccità prolungata.
Per chi desidera un effetto scenografico verticale, la bouganville in vaso grande dà risultati notevoli sui terrazzi di città con clima mite. Cresce come rampicante, si ancora bene a grigliati in legno o metallo e, con il giusto sostegno, diventa una vera quinta colorata. Occorre però considerare che soffre il gelo prolungato: in aree con inverni freddi va protetta con teli o spostata in posizioni più riparate.
Sul fronte pratico, un terrazzo a Sud beneficia molto di un impianto di irrigazione a goccia, collegato a un semplice programmatore. Un kit di base per 10–20 vasi, nel 2026, si trova tra 60 e 150 € a seconda della qualità dei componenti. Con un timer impostato nelle prime ore del mattino si riducono stress idrici, foglie bruciate e sbalzi termici dovuti ad annaffiature serali sul pavimento caldo.
Per un funzionamento efficace conviene rispettare alcune regole di base:
- Mantenere i tubi e i gocciolatori in ombra o sotto le fioriere, per evitare deterioramento precoce.
- Regolare la portata in base al volume del vaso: vasi grandi assorbono più acqua, mentre le cassettine strette richiedono tempi più brevi.
- Controllare una volta al mese eventuali ostruzioni, soprattutto se l’acqua di rete è ricca di calcare.
- Combinare l’irrigazione automatica con un controllo manuale nei periodi di caldo anomalo.
In questo modo, anche chi lavora tutto il giorno o viaggia spesso può progettare terrazzi a Sud verdi e fioriti, riducendo il rischio che il rientro a casa coincida con la scoperta di una collezione di piante secche.
Piante ombreggiate per terrazzi esposti a Nord o molto riparati
Un terrazzo orientato a Nord, o schermato da edifici più alti, non è un limite, ma un’altra categoria di progetto. Qui la parola chiave diventa piante ombreggiate, abituate a vivere con luce diffusa, umidità più alta e temperature contenute. Il risultato può essere un ambiente verde, fresco e rilassante, spesso più vivibile nelle giornate torride rispetto ai balconi esposti a Sud.
Le felci sono tra le specie più indicate per queste condizioni: apprezzano l’umidità del substrato, detestano il sole diretto e offrono un fogliame fitto e morbido. Collocarle in vasi sospesi o su alzate permette di creare una sorta di “tetto verde” sotto cui sistemare sedute o tavolini. Accanto alle felci funzionano bene ciclamini (soprattutto in autunno e inverno), begonie da foglia e da fiore, heuchera con le sue lamine colorate, nasturzio nano come cascata fiorita.
L’edera (Hedera helix) resta una delle scelte più versatili: in ombra luminosa cresce regolare, copre pareti o ringhiere e contribuisce all’isolamento visivo del terrazzo. Tollera bene temperature anche vicino allo zero e, se gestita con qualche potatura mirata, non diventa invasiva. Sul piano delle piante da terrazzo perenni, si possono aggiungere cineraria, alcune ortensie compatte, bosso in mezz’ombra e piccoli alberelli come certe camelie, purché si rispetti la necessità di substrato sempre leggermente umido ma ben drenato.
La cura delle piante in questi contesti richiede attenzioni diverse rispetto ai terrazzi al sole. Le irrigazioni devono essere meno abbondanti ma più controllate, perché i terricci in ombra asciugano molto lentamente. Prima di bagnare conviene infilare un dito nel terreno per verificare i primi 2–3 cm: se sono ancora umidi, si rimanda l’annaffiatura. L’uso di sottovasi va limitato o combinato con strati di argilla espansa per evitare ristagni prolungati sulle radici.
Per aumentare il comfort visivo, il contrasto tra foglie scure e superfici chiare risulta particolarmente efficace. Vasi in terracotta chiara o in resina color crema amplificano la luminosità, mentre il fogliame verde scuro o violaceo delle heuchera e delle begonie risalta maggiormente. In alternativa, per chi preferisce un look più contemporaneo, contenitori in metallo verniciato o in fibra di vetro grigio chiaro creano una base neutra su cui si leggono bene le tessiture delle foglie.
Una nota particolare riguarda le fioriture in ombra. Alcune piante, come i ciclamini e certe varietà di begonie, fioriscono senza bisogno di sole diretto ma richiedono substrati ricchi, concimazioni regolari e temperature non eccessivamente elevate. In città con inverni miti, un terrazzo a Nord può ospitare fioriture continue da ottobre a marzo, proprio quando i balconi più assolati hanno un aspetto più spoglio.
Un errore tipico è forzare in ombra specie da pieno sole sperando che “si adattino”. Spesso la conseguenza è una crescita filata, con steli lunghi e deboli, foglie pallide e fioriture scarse. Meglio invece costruire il progetto attorno a piante che nascono per queste condizioni. Questo approccio sfrutta il naturale vantaggio termico del terrazzo ombreggiato, che in estate diventa uno degli ambienti più vivibili della casa.
Piante aromatiche, fiorite e rampicanti: profumi, privacy e funzione sul terrazzo
Dopo aver definito la struttura con sempreverdi e piante perenni, il passo successivo consiste nell’inserire piante aromatiche, piante fiorite stagionali e rampicanti per sfruttare in verticale pareti e ringhiere. Qui l’orientamento continua a contare, ma entra in gioco anche il tema delle funzioni: schermare la vista, creare ombra, profumare l’aria, attirare insetti impollinatori.
Le aromatiche reggono bene la vita in vaso se si rispettano poche regole chiare. Basilico, timo, rosmarino, salvia, menta occupano poco spazio ma trasformano l’atmosfera del terrazzo. Basilico e timo preferiscono esposizioni soleggiate, vasi non troppo profondi e irrigazioni regolari senza ristagni. La salvia, in vaso medio, diventa anche un piccolo arbusto decorativo, utile lungo i bordi di un’area pranzo esterna. La menta, al contrario, ama zone più umide e in parte ombreggiate; per contenerne la tendenza ad espandersi conviene coltivarla in contenitori dedicati.
Sul fronte delle piante fiorite, l’Iberis sempervirens è una perenne sempreverde interessante per balaustre e muretti. Fiorisce in bianco in primavera, ama il sole nella stagione fresca e preferisce mezz’ombra o ombra parziale in estate. Non sopporta bene lunghi periodi di siccità: il terreno va mantenuto leggermente umido, sfruttando substrati che trattengano un minimo di acqua ma con un forte drenaggio. L’Erica darleyensis, invece, entrando in scena tra gennaio e marzo con fioriture bianche o rosa, riempie i vuoti invernali tipici di molti terrazzi cittadini.
Per quanto riguarda i rampicanti, la selezione dipende molto dal clima e dall’obiettivo. Se l’obiettivo principale è la privacy, l’edera e il caprifoglio creano in pochi anni un muro verde continuo su grigliati in legno. Il glicine, con fioriture profumate in primavera, richiede strutture resistenti e un minimo di distanza dalla facciata per evitare problemi sulle superfici. Il gelsomino, nelle sue diverse varianti, unisce profumo intenso e buona copertura, con una preferenza per esposizioni Est o Sud non estreme.
La combinazione di rampicanti con sistemi di grigliati e tralicci ben scelti consente di “disegnare” pareti verdi che nascondono condizionatori, caldaie a vista o porzioni di muratura meno gradevoli. Sul mercato italiano, nel 2026, un pannello di grigliato in legno trattato da balcone, 80×180 cm, si colloca tra 25 e 60 € a pezzo. Modelli in metallo zincato o alluminio verniciato costano di più ma richiedono meno manutenzione nel tempo.
La scelta piante terrazzo dovrebbe sempre tenere conto anche del tempo che si intende dedicare alla manutenzione. Un set misto di aromatiche, gerani, surfinie pendenti e un paio di rampicanti ben avviati richiede, in stagione, circa 15–20 minuti al giorno per controllo, piccole potature e irrigazione (se non automatizzata). Chi sa già di non poter garantire questa presenza quotidiana può alleggerire la composizione, puntando più su perenni robuste e limitando l’uso di fioriture sensibili.
Nel bilanciare estetica e praticità, una regola concreta funziona su molti terrazzi urbani: prevedere almeno il 50 % dei vasi occupati da perenni a bassa manutenzione e il resto da stagionali o aromatiche da rinnovare. In questo modo, anche in anni in cui non si ha voglia di dedicare troppo tempo alle piante, il terrazzo mantiene una struttura viva, senza obbligare a una ripartenza completa ogni primavera.
Irrigazione terrazzo, vasi e piccoli trucchi di cura delle piante per farle durare
L’ultimo tassello, spesso decisivo nel successo di un terrazzo, riguarda la gestione dell’acqua, dei contenitori e del substrato. La migliore scelta piante terrazzo fallisce se il sistema di irrigazione terrazzo non è coerente e se i vasi sono sottodimensionati o inadatti al clima. Una pianta in contenitore vive in un ambiente controllato ma limitato, totalmente dipendente dalle scelte iniziali.
Sul fronte dei materiali, la terracotta resta una soluzione equilibrata: è traspirante, aiuta a regolare l’umidità, pesa il giusto per resistere al vento. I vasi in plastica o resina sono più leggeri, quindi indicati per balconi con portata ridotta o per chi deve spostarli spesso, ma richiedono attenzione nelle esposizioni molto assolate perché si scaldano rapidamente. I contenitori in metallo e fibra di vetro sono più costosi, ma garantiscono un’estetica pulita e una maggiore durabilità; conviene però isolare l’interno con strati di argilla espansa per ridurre i picchi di calore sulle radici.
Un buon substrato per piante da terrazzo mescola terriccio universale di qualità, torba o fibra di cocco per la ritenzione idrica e materiale inerte (pomice, perlite, argilla espansa) per il drenaggio. Per le aromatiche mediterranee, la componente inerte può arrivare anche al 40–50 %, simulando terreni più poveri e sciolti. Per piante da ombra o da sottobosco, invece, si preferiscono miscele più ricche e capaci di trattenere l’umidità.
Sui terrazzi di media grandezza una soluzione pratica consiste nell’abbinare un impianto a goccia per le file di vasi più esposte e una serie di sottovasi capienti per le piante in ombra. Gli irrigatori automatici con programmatore garantiscono regolarità, ma non sostituiscono il controllo visivo. Quando si passa a verificare lo stato delle piante, conviene dedicare un minuto in più a osservare foglie e superficie del terriccio: macchie, ingiallimenti o muffe sono spesso il primo segnale di errori di irrigazione.
La cura delle piante si gioca anche su piccoli gesti regolari. La rimozione dei fiori appassiti sulle annuali stimola nuove fioriture; una potatura di contenimento primaverile su bosso, lavanda e salvia mantiene forme compatte. Le concimazioni liquide ogni 10–20 giorni nei mesi di crescita rendono evidente la differenza su piante in vaso, che non possono cercare nutrienti oltre il volume del contenitore. Con i prezzi dei concimi liquidi universali intorno ai 7–15 € per flacone nel 2026, si tratta di un investimento limitato rispetto al valore complessivo delle piante.
Sul tema della protezione invernale, terrazzi particolarmente esposti a Nord o ad altitudini superiori ai 500–600 m beneficiano di piccole serre da balcone o teli in tessuto non tessuto. Le mini-serre, con struttura metallica e copertura in PVC trasparente, costano in media 40–120 € e consentono di proteggere le specie più delicate senza intasare gli interni di casa. I teli traspiranti, fissati attorno al vaso, riducono gli sbalzi termici sulle radici.
La scelta dei portavasi e delle fioriere non è solo estetica. I modelli da ringhiera regolabili, ben fissati, liberano spazio a pavimento e creano linee di verde all’altezza dello sguardo. Le vasche lunghe appoggiate a terra diventano elementi di separazione tra zona pranzo, angolo relax e area gioco dei bambini. L’uso di grigliati come fondale per rampicanti permette di isolare visivamente condizionatori o altri elementi tecnici, rendendo il terrazzo più coerente con il linguaggio d’arredo della casa.
In sintesi operativa, la combinazione di vasi ben dimensionati, substrati adeguati, irrigazione studiata e controlli frequenti vale più di qualsiasi singola “pianta miracolosa”. È questo insieme di scelte pratiche che trasforma il terrazzo in uno spazio che resta bello, vivibile e gestibile anche quando l’entusiasmo iniziale lascia il posto alla routine di tutti i giorni.
Come capire rapidamente quali piante sono adatte al mio terrazzo?
Il modo più semplice è partire dall’esposizione solare: osservi per uno o due giorni quante ore di sole diretto riceve ogni zona, in quali orari e quanto è forte il vento. Con queste informazioni può orientarsi verso piante resistenti al sole per terrazzi a Sud o Sud-Ovest (gerani, lavanda, rosmarino, kumquat) oppure verso piante ombreggiate per esposizioni a Nord o molto schermate (felci, begonie, heuchera, edera). L’ideale è sempre incrociare esposizione, clima della sua zona e tempo che può dedicare alla manutenzione.
Quante volte devo annaffiare le piante in terrazzo in estate?
Dipende da vaso, esposizione e specie, ma in generale in estate le piante al sole pieno richiedono controlli quotidiani e irrigazioni da 1 a 2 volte al giorno per i contenitori piccoli o molto esposti. In ombra o mezz’ombra si può scendere a 2–3 volte a settimana, verificando sempre che i primi centimetri di terriccio siano asciutti prima di bagnare di nuovo. Un impianto di irrigazione a goccia con programmatore semplifica molto la gestione e riduce il rischio di eccessi o carenze.
Quali piante perenni da terrazzo richiedono meno manutenzione?
Per terrazzi soleggiati funzionano bene lavanda, rosmarino, timo, artemisia, bosso e piccole conifere, tutte piante perenni piuttosto robuste. In mezz’ombra e ombra sono adatte felci, edera, cineraria maritima, heuchera e alcune ortensie compatte. Sono specie che, una volta ben radicate in vasi adeguati, con terriccio drenante e concimazione periodica, richiedono interventi limitati a potature leggere e controllo dello stato del terreno.
Posso tenere le stesse piante tutto l’anno sul balcone?
Molte piante perenni e sempreverdi rimangono sul balcone tutto l’anno se sono scelte in base al clima locale e alla loro rusticità. Lavanda, rosmarino, bosso, ginepro, pino mugo, edera, alcune camelie e ortensie in vaso ben protetto sopportano senza problemi gli inverni della maggior parte delle città italiane. Le specie più delicate, come bouganville o alcune fioriture estive, potrebbero invece richiedere protezioni invernali con teli o serre da balcone, oppure il ricovero temporaneo in spazi riparati.
Come creare privacy sul terrazzo senza perdere troppa luce?
Per creare privacy mantenendo luce conviene lavorare in verticale con piante alte e rampicanti su grigliati o fioriere profonde, piuttosto che chiudere tutto con pannelli pieni. Bambù in vaso, oleandro, camelia, edera, caprifoglio e gelsomino consentono di schermare la vista fino all’altezza desiderata lasciando passare luce tra foglie e rami. Scegliendo con attenzione le posizioni, può proteggere solo i punti più esposti agli sguardi, mantenendo il resto del terrazzo aperto e luminoso.