{"id":364,"date":"2026-08-19T22:16:52","date_gmt":"2026-08-19T22:16:52","guid":{"rendered":"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/attualita\/stele-rosetta-importanza\/"},"modified":"2026-08-20T07:44:44","modified_gmt":"2026-08-20T07:44:44","slug":"stele-rosetta-importanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/attualita\/stele-rosetta-importanza\/","title":{"rendered":"Stele di Rosetta: cos&#8217;\u00e8 e perch\u00e9 \u00e8 stata cos\u00ec importante"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In breve<\/strong><\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>La <strong>Stele di Rosetta<\/strong> \u00e8 un frammento di granodiorite datato al 196 a.C., con un decreto dedicato a Tolomeo V Epifane.<\/li><li>Il suo <strong>testo trilingue<\/strong> presenta geroglifici, demotico e greco antico, tre scritture che trasmettono lo stesso contenuto.<\/li><li>Fu rinvenuta nel luglio 1799 presso Rashid, chiamata Rosetta dagli europei, durante la campagna d\u2019Egitto di Napoleone.<\/li><li>La decifrazione compiuta da <strong>Jean-Fran\u00e7ois Champollion<\/strong> nel 1822 rese leggibile la scrittura geroglifica dopo molti secoli.<\/li><li>Il reperto \u00e8 conservato al British Museum di Londra dal 1802 e resta un documento centrale per la storia dell\u2019archeologia e della linguistica.<\/li><\/ul>\n\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_87 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Sommaire<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 eztoc-toggle-hide-by-default' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/attualita\/stele-rosetta-importanza\/#Cose_la_Stele_di_Rosetta_e_quali_caratteristiche_ha\" >Cos\u2019\u00e8 la Stele di Rosetta e quali caratteristiche ha<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/attualita\/stele-rosetta-importanza\/#Perche_il_testo_trilingue_della_Stele_di_Rosetta_era_cosi_utile\" >Perch\u00e9 il testo trilingue della Stele di Rosetta era cos\u00ec utile<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/attualita\/stele-rosetta-importanza\/#Come_fu_scoperta_la_Stele_di_Rosetta_a_Rashid_nel_1799\" >Come fu scoperta la Stele di Rosetta a Rashid nel 1799<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/attualita\/stele-rosetta-importanza\/#La_decifrazione_dei_geroglifici_e_il_lavoro_di_Jean-Francois_Champollion\" >La decifrazione dei geroglifici e il lavoro di Jean-Fran\u00e7ois Champollion<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/attualita\/stele-rosetta-importanza\/#Perche_la_Stele_di_Rosetta_ha_cambiato_larcheologia_dellantico_Egitto\" >Perch\u00e9 la Stele di Rosetta ha cambiato l\u2019archeologia dell\u2019antico Egitto<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Cose_la_Stele_di_Rosetta_e_quali_caratteristiche_ha\"><\/span>Cos\u2019\u00e8 la Stele di Rosetta e quali caratteristiche ha<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Stele di Rosetta non \u00e8 un oggetto monumentale nel senso comune del termine. Misura circa 112,3 centimetri in altezza e 75,7 centimetri in larghezza, con uno spessore vicino ai 28 centimetri. Il suo peso \u00e8 stimato attorno ai <strong>760 chilogrammi<\/strong>, un dato che chiarisce subito perch\u00e9 il trasferimento del reperto richiese uomini, mezzi e una precisa organizzazione militare.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pietra \u00e8 composta da granodiorite scura, una roccia magmatica resistente, a grana visibile e adatta all\u2019incisione. Spesso viene indicata genericamente come granito, ma il British Museum la descrive come granodiorite. La distinzione non cambia il valore storico dell\u2019oggetto, ma aiuta a chiamare i materiali con precisione, come si farebbe osservando il bordo di un piano in pietra prima di acquistarlo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello conservato a Londra non \u00e8 un manufatto integro. La parte superiore e alcune porzioni laterali sono perdute, perci\u00f2 il testo inciso non \u00e8 completo. La lastra era probabilmente una delle numerose copie di un decreto esposte in santuari e centri religiosi dell\u2019Egitto tolemaico, con una funzione pubblica molto concreta: rendere visibile il rapporto di fedelt\u00e0 tra il clero e il sovrano.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il decreto risale al <strong>196 a.C.<\/strong> e riguarda Tolomeo V Epifane, re appartenente alla dinastia greco-macedone che govern\u00f2 l\u2019antico Egitto dopo la conquista di Alessandro Magno. Tolomeo aveva allora circa tredici anni e il suo regno attraversava una fase delicata, segnata da tensioni interne e dalla necessit\u00e0 di consolidare il consenso. Il testo attribuisce onori al faraone e stabilisce pratiche cultuali a suo favore.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardando la stele, la prima cosa che colpisce non \u00e8 solo la densit\u00e0 delle incisioni, ma la disposizione ordinata dei registri. In alto compare la scrittura geroglifica, la forma ufficiale e cerimoniale usata su monumenti e testi religiosi. Al centro si trova il demotico, una grafia pi\u00f9 corsiva e amministrativa, adatta alla vita quotidiana, ai contratti e alla gestione dello Stato.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella parte inferiore \u00e8 inciso il greco antico, lingua dell\u2019\u00e9lite tolemaica e degli amministratori di origine ellenistica. Il greco era leggibile dagli studiosi europei tra Settecento e Ottocento; i geroglifici no. Questa differenza ha reso il testo trilingue molto pi\u00f9 utile di una semplice iscrizione decorativa, perch\u00e9 offriva un punto di confronto concreto tra un testo comprensibile e due sistemi allora oscuri.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Elemento della Stele di Rosetta<\/th>\n<th>Dato verificabile<\/th>\n<th>Perch\u00e9 conta<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Materiale<\/td>\n<td>Granodiorite scura<\/td>\n<td>Roccia compatta, adatta a conservare incisioni profonde per secoli<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Data del decreto<\/td>\n<td>196 a.C.<\/td>\n<td>Colloca il testo nel regno di Tolomeo V Epifane<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Dimensioni<\/td>\n<td>112,3 \u00d7 75,7 cm circa<\/td>\n<td>Mostra che si tratta di un frammento di una stele pi\u00f9 ampia<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Scritture presenti<\/td>\n<td>Geroglifico, demotico, greco antico<\/td>\n<td>Permette il confronto linguistico che port\u00f2 alla decifrazione<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il valore della Stele di Rosetta non dipende quindi dalla rarit\u00e0 del decreto, che era probabilmente riprodotto altrove, ma dalla combinazione tra contenuto, supporto e tre registri grafici. \u00c8 una lastra nata per comunicare potere nell\u2019Egitto tolemaico e diventata, oltre duemila anni dopo, uno strumento di lettura per un\u2019intera civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1536\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/stele-rosetta-scritture-triligue-frammento.jpg\" alt=\"Fragment de st\u00e8le avec trois bandes de signes anciens\" class=\"wp-image-366\" srcset=\"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/stele-rosetta-scritture-triligue-frammento.jpg 1536w, https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/stele-rosetta-scritture-triligue-frammento-300x200.jpg 300w, https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/stele-rosetta-scritture-triligue-frammento-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/stele-rosetta-scritture-triligue-frammento-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Illustration g\u00e9n\u00e9r\u00e9e par intelligence artificielle.<\/figcaption><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Perche_il_testo_trilingue_della_Stele_di_Rosetta_era_cosi_utile\"><\/span>Perch\u00e9 il testo trilingue della Stele di Rosetta era cos\u00ec utile<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parte decisiva della Stele di Rosetta \u00e8 il suo testo trilingue. Non presenta tre racconti differenti, n\u00e9 una raccolta di formule indipendenti. Le tre zone riportano sostanzialmente lo stesso decreto, adattato a tre sistemi di scrittura che convivevano nell\u2019Egitto del II secolo a.C.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I primi quattordici righi conservati sono in geroglifici tolemaici. Questa scrittura aveva un forte valore pubblico e religioso, perch\u00e9 compariva sui templi, sulle tombe, sulle statue votive e sui monumenti destinati a durare. I segni raffigurano persone, animali, strumenti, parti del corpo e forme geometriche, ma non funzionano soltanto come immagini.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seguono trentadue righe in demotico. Il termine deriva dal greco e richiama l\u2019idea di una scrittura \u201cpopolare\u201d, anche se non va inteso come linguaggio semplice o privo di regole. Il demotico era un sistema rapido, derivato dalla lunga evoluzione della tradizione scribale egizia, impiegato per attivit\u00e0 amministrative, legali e private.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ultime cinquantaquattro righe conservate sono in greco antico. Questo era il punto di partenza pi\u00f9 solido per gli studiosi europei, perch\u00e9 il testo greco poteva essere letto e tradotto con gli strumenti filologici gi\u00e0 disponibili. Una volta individuato il senso generale del decreto, diventava possibile cercare corrispondenze nei segni egizi, senza affidarsi alla fantasia o a somiglianze visive.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il procedimento non fu immediato. Un testo parallelo non \u00e8 un dizionario riga per riga, soprattutto quando manca una porzione della stele e quando le convenzioni di scrittura sono diverse. Il greco usa un alfabeto con lettere che indicano suoni; i geroglifici possono usare segni figurativi, simboli di parole e valori fonetici nello stesso gruppo di simboli.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Geroglifico, demotico e greco antico non avevano la stessa funzione<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire l\u2019importanza storica del reperto, conviene separare chiaramente i tre registri. I geroglifici erano destinati al contesto sacro e alla rappresentazione ufficiale del potere. Il demotico rispondeva alle necessit\u00e0 pratiche di funzionari, scribi e comunit\u00e0 locali, mentre il greco rendeva il decreto accessibile all\u2019amministrazione della dinastia regnante.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa triplice redazione mostra una societ\u00e0 plurilingue e stratificata. I Tolomei governavano come faraoni egizi, ma provenivano da una dinastia fondata da Tolomeo I, generale macedone di Alessandro. Per ottenere legittimit\u00e0 non bastava amministrare il territorio: occorreva riconoscere le istituzioni religiose egizie e parlare, attraverso le iscrizioni, a gruppi diversi.<\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>La scrittura geroglifica esprimeva il prestigio religioso e monumentale del decreto.<\/li><li>Il demotico collegava il provvedimento alla pratica amministrativa locale.<\/li><li>Il greco antico parlava alla corte e all\u2019apparato ellenistico dei Tolomei.<\/li><li>La presenza dello stesso messaggio in pi\u00f9 grafie rese possibile un confronto verificabile.<\/li><li>Il testo incompleto restava comunque sufficiente per identificare formule, titoli e nomi propri.<\/li><\/ul>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La linguistica moderna lavora spesso attraverso confronti tra lingue, fonti parallele e ricorrenze. La Stele di Rosetta \u00e8 un caso storico particolarmente chiaro di questo metodo. Non ha reso leggibile da sola ogni iscrizione dell\u2019antico Egitto, ma ha fornito il primo appiglio affidabile per distinguere segni, parole, titoli e nomi dinastici.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua funzione pu\u00f2 essere paragonata a quella di una chiave di misura: non costruisce il sistema, ma permette di controllarlo. Quando un nome noto in greco appare racchiuso in un gruppo di segni geroglifici, il confronto elimina molte interpretazioni arbitrarie. Da quel momento, la decifrazione smette di essere un esercizio di intuizione e diventa un lavoro fondato su verifiche.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo passaggio spiega perch\u00e9 la stele sia pi\u00f9 importante del contenuto politico che trasmette. Il decreto celebra un sovrano e stabilisce onori sacerdotali; il testo trilingue ha invece aperto una strada per leggere migliaia di iscrizioni, papiri e monumenti rimasti muti per secoli.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"La Stele di Rosetta. #anticoegitto #napoleone #archeologia  #egitto #inghilterra#archeologia\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/xi5GOK5emFE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Come_fu_scoperta_la_Stele_di_Rosetta_a_Rashid_nel_1799\"><\/span>Come fu scoperta la Stele di Rosetta a Rashid nel 1799<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia del ritrovamento comincia in un contesto militare, non in uno scavo archeologico pianificato secondo i criteri contemporanei. La campagna d\u2019Egitto di Napoleone Bonaparte si svolse tra il 1798 e il 1801. L\u2019obiettivo francese era colpire gli interessi britannici nel Mediterraneo e lungo le rotte verso l\u2019Asia, ma l\u2019operazione ebbe anche una vasta componente scientifica.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto ai militari partirono studiosi, disegnatori, ingegneri, naturalisti e tecnici incaricati di osservare il territorio egiziano. I loro lavori confluirono nella grande opera editoriale <strong>Description de l\u2019\u00c9gypte<\/strong>, pubblicata in pi\u00f9 volumi nei decenni successivi. Questo non attenua il carattere di conquista della spedizione, ma chiarisce perch\u00e9 reperti e monumenti vennero studiati con attenzione invece di essere trattati soltanto come bottino.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel luglio 1799, un reparto francese guidato dall\u2019ufficiale del genio Pierre-Fran\u00e7ois Xavier Bouchard lavorava alle difese di una fortezza presso Rashid, citt\u00e0 del delta del Nilo. Il luogo era chiamato Fort Julien dai francesi. Durante lavori su un muro o sulle strutture difensive emerse la lastra iscritta, probabilmente reimpiegata in una costruzione pi\u00f9 tarda.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nome \u201cRosetta\u201d non deriva quindi da una divinit\u00e0 o da una parola dell\u2019antico Egitto. \u00c8 la forma europea di Rashid, la citt\u00e0 vicino alla quale avvenne il rinvenimento. La denominazione si consolid\u00f2 nelle pubblicazioni occidentali e rimase legata al reperto anche dopo il suo trasferimento in Gran Bretagna.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dal ritrovamento francese al British Museum di Londra<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bouchard comprese che la pietra meritava attenzione e ne segnal\u00f2 l\u2019esistenza alle autorit\u00e0 francesi. Il reperto fu inizialmente inviato al Cairo, presso l\u2019Institut d\u2019\u00c9gypte fondato nel 1798. Gli studiosi presenti si accorsero rapidamente che le tre fasce di testo potevano contenere versioni dello stesso documento, una circostanza rara e preziosa.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La situazione politica cambi\u00f2 in pochi anni. La campagna francese termin\u00f2 con la resa delle truppe nel 1801 davanti alla coalizione britannica e ottomana. In base alle condizioni della capitolazione di Alessandria, molti oggetti raccolti dai francesi furono consegnati agli inglesi come beni di guerra, tra cui la Stele di Rosetta.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il trasporto non fu una semplice formalit\u00e0. Una lastra di oltre sette quintali richiede imballaggi robusti, sollevamenti controllati e un percorso capace di reggere il peso. Nel 1802 il reperto arriv\u00f2 al British Museum, dove \u00e8 esposto ancora oggi. Le iscrizioni laterali aggiunte dai britannici ricordano la presa nel 1801 e il dono a re Giorgio III.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi dettagli materiali rendono la stele anche una testimonianza della storia delle collezioni europee. La sua presenza a Londra \u00e8 da tempo al centro di richieste e discussioni sulla restituzione dei beni culturali egiziani. Il British Museum la conserva e la presenta come uno dei suoi oggetti pi\u00f9 visitati, mentre in Egitto il dibattito sulla collocazione dei reperti sottratti durante l\u2019et\u00e0 coloniale resta aperto.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi visita Londra, la sala del British Museum offre accesso gratuito alle collezioni permanenti, mentre possono essere a pagamento alcune mostre temporanee. Prima di programmare la visita \u00e8 utile verificare orari e disponibilit\u00e0 sul <a href=\"https:\/\/www.britishmuseum.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sito ufficiale del British Museum<\/a>, perch\u00e9 aperture delle gallerie e flussi d\u2019ingresso possono cambiare.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scoperta della Stele di Rosetta unisce quindi caso, competenza tecnica e conflitto geopolitico. Senza il lavoro di fortificazione la lastra sarebbe forse rimasta murata; senza la capacit\u00e0 degli studiosi di riconoscere i tre registri, avrebbe potuto restare soltanto una pietra incisa tra molte altre.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"La Stele di Rosetta\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ulwTAIJTEwM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_decifrazione_dei_geroglifici_e_il_lavoro_di_Jean-Francois_Champollion\"><\/span>La decifrazione dei geroglifici e il lavoro di Jean-Fran\u00e7ois Champollion<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Stele di Rosetta non fu decifrata in pochi giorni e non fu il risultato isolato di un solo studioso. Tra la fine del Settecento e i primi decenni dell\u2019Ottocento, filologi e orientalisti francesi, inglesi e svedesi tentarono di comprendere i segni egizi. Il problema principale era un pregiudizio diffuso: molti ritenevano che i geroglifici fossero esclusivamente simboli allegorici, privi di un vero valore sonoro.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Thomas Young, studioso britannico, comp\u00ec passi importanti studiando il demotico e osservando alcuni cartigli. I cartigli sono contorni ovali allungati che racchiudono i nomi reali nella scrittura egizia. Riconoscere che quei gruppi di segni potevano rappresentare nomi propri fu un avanzamento concreto, perch\u00e9 i nomi offrono un confronto pi\u00f9 stabile rispetto alle formule religiose o alle espressioni astratte.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Jean-Fran\u00e7ois Champollion<\/strong> aveva una conoscenza ampia delle lingue antiche e del copto, lingua cristiana d\u2019Egitto che conserva elementi dell\u2019antica lingua egizia. Il copto non bastava da solo a leggere i geroglifici, ma forniva un collegamento linguistico prezioso. Champollion combin\u00f2 questo strumento con il confronto tra iscrizioni greche e cartigli geroglifici.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 14 settembre 1822 individu\u00f2 una svolta nella lettura dei nomi dinastici. Il nome Tolomeo, presente nel testo greco della Stele di Rosetta, poteva essere confrontato con i segni del cartiglio corrispondente. Il confronto con altri nomi, tra cui Cleopatra in iscrizioni diverse, aiut\u00f2 a verificare che alcuni segni avevano valore fonetico.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 Champollion cap\u00ec che i geroglifici non erano solo immagini<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto pi\u00f9 importante della decifrazione riguarda il funzionamento misto della scrittura geroglifica. Un segno poteva rappresentare direttamente un oggetto, suggerire un\u2019idea o indicare un suono. Non esisteva dunque un unico \u201calfabeto geroglifico\u201d applicabile in modo meccanico a ogni parola, come avviene con l\u2019alfabeto italiano.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Champollion espose il risultato delle sue ricerche il 27 settembre 1822 all\u2019Acad\u00e9mie des Inscriptions et Belles-Lettres di Parigi. Nella comunicazione nota come <em>Lettre \u00e0 M. Dacier<\/em>, spieg\u00f2 che la scrittura egizia combinava valori figurativi, simbolici e fonetici. Questa formulazione cambi\u00f2 il metodo di studio: le iscrizioni potevano essere affrontate attraverso grammatica, lessico, contesto e confronto tra fonti.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1824 pubblic\u00f2 il <em>Pr\u00e9cis du syst\u00e8me hi\u00e9roglyphique des anciens \u00c9gyptiens<\/em>. Il volume non chiudeva ogni problema, ma offriva una base organica per lo studio della lingua egizia. Da allora altri ricercatori poterono correggere letture, ampliare i vocabolari e analizzare testi appartenenti a epoche differenti, dall\u2019Antico Regno fino all\u2019et\u00e0 romana.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La decifrazione va intesa come un processo di controllo continuo. Una lettura \u00e8 credibile quando funziona su pi\u00f9 fonti, quando rispetta il contesto storico e quando permette di interpretare formule ricorrenti senza forzature. Il metodo di Champollion ha retto proprio perch\u00e9 molte iscrizioni successive hanno confermato la struttura da lui individuata.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere la differenza, basta pensare al cartiglio come a un riferimento nominativo inciso in un testo altrimenti sconosciuto. Se il nome greco \u00e8 noto e il gruppo geroglifico corrisponde, ciascun segno pu\u00f2 essere sottoposto a verifica. La linguistica storica procede da queste corrispondenze ripetute, non da una traduzione ottenuta per somiglianza estetica.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il merito di Champollion non consiste nell\u2019aver trovato una parola magica, ma nell\u2019aver dimostrato come leggere un sistema complesso. Questa base rese possibile trasformare la curiosit\u00e0 antiquaria per l\u2019antico Egitto in una disciplina capace di interpretare documenti, date, titoli e relazioni politiche.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Perche_la_Stele_di_Rosetta_ha_cambiato_larcheologia_dellantico_Egitto\"><\/span>Perch\u00e9 la Stele di Rosetta ha cambiato l\u2019archeologia dell\u2019antico Egitto<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019importanza storica della Stele di Rosetta supera il singolo decreto inciso sulla sua superficie. Prima della decifrazione, templi, tombe, sarcofagi, statue e papiri offrivano immagini spettacolari ma testi in gran parte inaccessibili. Si potevano osservare scene di processioni, offerte e battaglie, ma mancavano strumenti affidabili per sapere chi parlasse, quale evento fosse ricordato o quale formula religiosa venisse pronunciata.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la lettura dei geroglifici, l\u2019archeologia dell\u2019antico Egitto acquist\u00f2 una fonte diretta. Le iscrizioni permisero di riconoscere i nomi dei sovrani, ricostruire successioni dinastiche, interpretare calendari, comprendere i titoli dei funzionari e distinguere testi funerari, amministrativi e religiosi. Un muro inciso non era pi\u00f9 soltanto una superficie decorata: poteva diventare un documento databile.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo cambiamento riguarda anche la vita ordinaria. Papiri e ostraka, frammenti di ceramica usati come supporto scrittorio, contengono registri, lettere, ricevute, contratti e annotazioni. La lettura di questi materiali ha permesso di studiare lavoro, tassazione, propriet\u00e0, famiglie e pratiche giuridiche. La civilt\u00e0 faraonica non appare pi\u00f9 soltanto attraverso le tombe reali, ma attraverso voci e attivit\u00e0 distribuite nel tempo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nascita dell\u2019egittologia scientifica \u00e8 legata a questo salto di metodo. L\u2019interesse per l\u2019Egitto era gi\u00e0 forte nel mondo greco-romano e nell\u2019Europa moderna, ma senza una lettura stabile delle fonti scritte molte interpretazioni dipendevano da racconti esterni o da ipotesi difficili da verificare. La decifrazione rese possibile confrontare oggetti, architetture e testi prodotti dalla stessa societ\u00e0.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un reperto centrale tra archeologia, linguistica e memoria culturale<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Stele di Rosetta viene spesso definita una chiave per i geroglifici. La formula \u00e8 corretta se si evita di semplificarla troppo. Non ha tradotto automaticamente ogni segno e non ha eliminato le difficolt\u00e0 della lingua egizia, che possiede fasi storiche diverse e numerose convenzioni. Ha per\u00f2 fornito un riferimento concreto per avviare una lettura controllabile.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il reperto conserva valore anche per la linguistica, perch\u00e9 documenta la coesistenza di pi\u00f9 tradizioni scrittorie nello stesso Stato. Il greco rappresenta il potere ellenistico, il demotico la pratica amministrativa egizia, i geroglifici il linguaggio monumentale e cultuale. Leggere queste differenze permette di capire che una lingua non \u00e8 soltanto un insieme di parole, ma anche uno strumento di autorit\u00e0, identit\u00e0 e comunicazione pubblica.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2026 la stele resta un riferimento culturale riconoscibile anche al di fuori dei musei. Il suo nome viene usato per indicare strumenti capaci di mettere in relazione codici differenti, dalle lingue antiche ai sistemi informatici. Questo uso contemporaneo deriva da un fatto preciso: una pietra con testi paralleli ha permesso di passare da una scrittura non compresa a una scrittura studiabile.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La visita al British Museum consente di osservare da vicino la differenza tra le fasce d\u2019incisione e la superficie irregolare del frammento. Le fotografie aiutano, ma dal vivo emerge la densit\u00e0 dei segni e la natura fisica dell\u2019oggetto. Non \u00e8 un foglio neutro: \u00e8 una lastra incompleta, segnata dal tempo, dai trasporti e dalla propria lunga storia di riuso.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi studia o visita l\u2019Egitto antico, la Stele di Rosetta offre un criterio semplice per valutare l\u2019affidabilit\u00e0 di una spiegazione. Una lettura seria deve distinguere tra ci\u00f2 che \u00e8 scritto nel decreto, ci\u00f2 che \u00e8 stato ricostruito dagli studiosi e ci\u00f2 che appartiene alla divulgazione moderna. Questa separazione evita di trasformare un reperto documentato in una leggenda generica.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pietra conserva ancora oggi la forza di un oggetto concreto: un frammento di granodiorite, tre scritture e un decreto politico. Da questa combinazione \u00e8 nata la possibilit\u00e0 di ascoltare direttamente molte fonti dell\u2019antico Egitto, senza dipendere soltanto dallo sguardo di chi le osservava dall\u2019esterno.<\/p>\n\n\n<h3>Dove si trova oggi la Stele di Rosetta?<\/h3>\n<p>La Stele di Rosetta \u00e8 conservata al British Museum di Londra dal 1802. Fa parte delle collezioni permanenti del museo, accessibili gratuitamente salvo indicazioni diverse per mostre temporanee o servizi specifici.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 la Stele di Rosetta contiene tre scritture?<\/h3>\n<p>Il decreto del 196 a.C. doveva essere comprensibile e legittimo per pubblici differenti dell\u2019Egitto tolemaico. Per questo compare in geroglifico, demotico e greco antico, tre sistemi usati in contesti religiosi, amministrativi e dinastici diversi.<\/p>\n<h3>Chi ha decifrato i geroglifici della Stele di Rosetta?<\/h3>\n<p>Jean-Fran\u00e7ois Champollion raggiunse il passaggio decisivo nel 1822, usando il confronto tra cartigli con nomi reali e testi greci. Il suo lavoro si bas\u00f2 anche sui progressi di altri studiosi, fra cui Thomas Young.<\/p>\n<h3>La Stele di Rosetta \u00e8 completa?<\/h3>\n<p>No. \u00c8 un frammento di una stele pi\u00f9 grande e parte dell\u2019iscrizione \u00e8 perduta. Le sezioni rimaste, soprattutto il testo greco e i cartigli, furono comunque sufficienti per sostenere il lavoro di decifrazione.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In breve Cos\u2019\u00e8 la Stele di Rosetta e quali caratteristiche ha La Stele di Rosetta non \u00e8 un oggetto monumentale nel senso comune del termine. Misura circa 112,3 centimetri in altezza e 75,7 centimetri in larghezza, con uno spessore vicino ai 28 centimetri. 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