{"id":230,"date":"2026-08-10T10:18:24","date_gmt":"2026-08-10T10:18:24","guid":{"rendered":"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/attualita\/torre-velasca-milano\/"},"modified":"2026-08-10T17:41:02","modified_gmt":"2026-08-10T17:41:02","slug":"torre-velasca-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/attualita\/torre-velasca-milano\/","title":{"rendered":"Torre Velasca a Milano: storia e architettura"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">La Torre Velasca occupa un punto preciso della Milano ricostruita dopo la guerra, tra piazza Missori e il Duomo, in Piazza Velasca 5. Il suo profilo largo in alto, sostenuto da travature oblique, non nasce da un gesto decorativo: deriva dall\u2019uso misto dell\u2019edificio e da una scelta strutturale leggibile anche dalla strada.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2026 il grattacielo resta un riferimento utile per capire come un progetto di modernismo possa cercare un dialogo con la citt\u00e0 storica senza imitare le forme antiche. Il recente recupero ha riportato attenzione sia alla facciata in cemento e graniglia sia allo spazio pedonale della piazza.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In breve<\/strong><\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>La Torre Velasca fu progettata dallo studio BBPR tra il 1950 e il 1958 per un\u2019area devastata dai bombardamenti del 1943.<\/li><li>Misura circa <strong>106 metri<\/strong> e conta 28 livelli complessivi, inclusi due piani interrati.<\/li><li>La parte superiore aggettante ospita 72 abitazioni, mentre il fusto era pensato per uffici, studi e servizi.<\/li><li>Il calcestruzzo armato sostitu\u00ec l\u2019ipotesi iniziale in acciaio e vetro, riducendo i costi stimati di circa un quarto.<\/li><li>Dal 2011 l\u2019edificio \u00e8 sottoposto a vincolo della Soprintendenza e il restauro avviato nel 2021 ha coinvolto torre e piazza.<\/li><\/ul>\n\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_85 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Sommaire<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 eztoc-toggle-hide-by-default' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/attualita\/torre-velasca-milano\/#La_storia_della_Torre_Velasca_nella_Milano_della_ricostruzione\" >La storia della Torre Velasca nella Milano della ricostruzione<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/attualita\/torre-velasca-milano\/#Architettura_della_Torre_Velasca_e_ragioni_della_forma_a_fungo\" >Architettura della Torre Velasca e ragioni della forma a fungo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/attualita\/torre-velasca-milano\/#Modernismo_memoria_medievale_e_materiali_della_Torre_Velasca\" >Modernismo, memoria medievale e materiali della Torre Velasca<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/attualita\/torre-velasca-milano\/#Restauro_della_Torre_Velasca_e_nuova_Piazza_Velasca\" >Restauro della Torre Velasca e nuova Piazza Velasca<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/attualita\/torre-velasca-milano\/#Perche_la_Torre_Velasca_divide_ancora_Milano_e_il_design_italiano\" >Perch\u00e9 la Torre Velasca divide ancora Milano e il design italiano<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_storia_della_Torre_Velasca_nella_Milano_della_ricostruzione\"><\/span>La storia della Torre Velasca nella Milano della ricostruzione<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia della Torre Velasca inizia prima del cantiere. L\u2019area su cui sorge, nel cuore di Milano, fu colpita pesantemente dai bombardamenti del 1943. Dopo il conflitto, la citt\u00e0 aveva bisogno di case, uffici, servizi e nuovi spazi economici, ma anche di edifici capaci di esprimere una ricostruzione riconoscibile.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1949 la societ\u00e0 Ri.C.E., Ricostruzione Comparti Edilizi, ottenne dal Comune la licenza per realizzare un complesso pluripiano a destinazione mista. Il mandato non riguardava quindi una torre isolata da osservare a distanza. Riguardava un pezzo di urbanistica, con attivit\u00e0 al piano strada, lavoro nei piani intermedi e abitazioni nella parte alta.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il gruppo BBPR e il progetto tra il 1950 e il 1958<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019incarico fu affidato allo studio BBPR, formato da Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers. Le quattro iniziali non erano una sigla pubblicitaria, ma il nome di un gruppo che aveva attraversato il razionalismo italiano e le sue trasformazioni pi\u00f9 difficili. Banfi non vide l\u2019opera costruita, poich\u00e9 mor\u00ec nel 1945 dopo la deportazione a Gusen.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli studi iniziarono nel 1950 con la collaborazione dell\u2019ingegnere Arturo Danusso. La prima soluzione prevedeva un volume rivestito da acciaio e vetro, vicino all\u2019immagine internazionale del grattacielo americano. Una consulenza economica richiesta a una societ\u00e0 di New York segnal\u00f2 per\u00f2 i limiti della filiera siderurgica italiana del periodo e il peso dei costi del metallo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta finale cadde sul <strong>calcestruzzo armato con rivestimenti in pietra e graniglia di porfido rosa<\/strong>. Non fu una rinuncia casuale. Quel passaggio rese possibile una struttura pi\u00f9 compatibile con le disponibilit\u00e0 dell\u2019industria italiana e diede all\u2019edificio una materia pi\u00f9 densa, lontana dalla superficie leggera e continua delle curtain wall di vetro.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto definitivo fu definito tra il 1952 e il 1955. I lavori principali si svolsero tra il 1956 e il 1957, in 292 giorni di cantiere secondo le fonti storiche sulla costruzione, mentre il completamento dell\u2019opera viene generalmente riferito al 1958. L\u2019edificio ricevette nel 1961 il Premio per un\u2019opera realizzata dell\u2019Istituto Nazionale di Architettura.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una torre pensata per costruire case e fare citt\u00e0<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Torre Velasca non pu\u00f2 essere letta soltanto come un oggetto alto 106 metri. Il basamento commerciale, la lobby e la sistemazione della piazza cercavano di mediare tra il volume verticale e il pedone. Questo rapporto con il suolo \u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 concreti del progetto, perch\u00e9 un grattacielo in centro storico funziona quando non trasforma il piano strada in un retro di servizio.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La piazza porta il nome di Juan Fern\u00e1ndez de Velasco, governatore del Ducato di Milano nel XVII secolo. Il toponimo lega quindi la torre a una stratificazione urbana molto precedente al Novecento. BBPR non riprodusse una torre medievale, ma cerc\u00f2 una continuit\u00e0 di scala, silhouette e materia con la Milano delle corti, delle guglie e dei volumi fortificati.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ernesto Nathan Rogers descriveva il progetto come un tentativo di raccogliere l\u2019atmosfera della citt\u00e0 senza copiare il linguaggio di altri edifici. Questa posizione spiega perch\u00e9 la torre non assomiglia n\u00e9 al vicino Duomo n\u00e9 a un grattacielo di Manhattan. Il suo design mette insieme memoria storica, necessit\u00e0 funzionale e una tecnica costruttiva esposta.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi osserva la Milano contemporanea, questa origine chiarisce un punto spesso trascurato. La forma controversa della torre deriva da una citt\u00e0 ferita, da un programma edilizio molto fitto e dalla volont\u00e0 di non ridurre il modernismo a una facciata liscia e standardizzata.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1402\" height=\"1122\" src=\"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/architettura-torre-velasca-travature-cemento-piazza.jpg\" alt=\"Base de la tour Velasca avec travures obliques en b\u00e9ton sur la piazza\" class=\"wp-image-237\" srcset=\"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/architettura-torre-velasca-travature-cemento-piazza.jpg 1402w, https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/architettura-torre-velasca-travature-cemento-piazza-300x240.jpg 300w, https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/architettura-torre-velasca-travature-cemento-piazza-1024x819.jpg 1024w, https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/architettura-torre-velasca-travature-cemento-piazza-768x615.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1402px) 100vw, 1402px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Illustration g\u00e9n\u00e9r\u00e9e par intelligence artificielle.<\/figcaption><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Architettura_della_Torre_Velasca_e_ragioni_della_forma_a_fungo\"><\/span>Architettura della Torre Velasca e ragioni della forma a fungo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Torre Velasca viene spesso chiamata \u201cgrattacielo a fungo\u201d per il corpo superiore pi\u00f9 largo del fusto. La formula \u00e8 immediata, ma rischia di far sembrare arbitraria una soluzione studiata con attenzione. La sagoma nasce dalla differenza tra gli spazi destinati agli uffici e quelli destinati alle abitazioni.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un ufficio pu\u00f2 funzionare in un corpo edilizio pi\u00f9 stretto, con profondit\u00e0 contenute e facciate regolari. Un appartamento richiede invece ambienti pi\u00f9 profondi, terrazzi, logge e una distribuzione meno seriale. BBPR allarg\u00f2 quindi la porzione alta per ospitare le residenze, rendendo visibile dall\u2019esterno la diversa funzione dei piani.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come sono distribuiti i 28 livelli dell\u2019edificio<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La torre si sviluppa su una pianta rettangolare e comprende 28 piani complessivi, con due livelli ipogei. Il piano strada era dedicato alle attivit\u00e0 commerciali e agli spazi di ingresso. Dal secondo al decimo piano trovavano posto uffici, mentre dall\u2019undicesimo al diciassettesimo erano previste attivit\u00e0 professionali con abitazioni annesse.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il diciottesimo piano aveva in origine una funzione tecnica e comune. Ospitava servizi, depositi, locali di supporto e accessi alla balconata perimetrale, utile anche per le verifiche manutentive della struttura. Dal diciannovesimo al venticinquesimo piano si trovano le abitazioni del volume aggettante.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le unit\u00e0 residenziali sono <strong>72 appartamenti da due a sette vani<\/strong>, ciascuno progettato con veranda o terrazzo. Al venticinquesimo piano erano collocati sei duplex con mansarda e affacci panoramici. I dati storici parlano inoltre di circa 800 locali complessivi, un numero che restituisce la densit\u00e0 del programma senza confonderlo con il numero delle abitazioni.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I due piani interrati ospitavano impianti tecnici e un\u2019autorimessa per circa 450 automobili, con servizi allora considerati avanzati. Nelle abitazioni erano presenti arredi fissi, serramenti dedicati e impianti integrati. Il riscaldamento a pavimento e il condizionamento in ogni ambiente appartenevano alla dotazione originaria, ma qualsiasi verifica o rifacimento di questi sistemi richiede oggi un progettista impiantista abilitato.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le travature oblique non sono una decorazione<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra il quindicesimo e il diciottesimo piano appare il tratto pi\u00f9 riconoscibile dell\u2019architettura della Torre Velasca. Le travature oblique sostengono l\u2019allargamento del corpo superiore e traducono la statica dell\u2019edificio in un elemento visibile. I milanesi le hanno trasformate nel soprannome di \u201cgrattacielo con le bretelle\u201d, ma la loro funzione \u00e8 molto precisa.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La struttura progettata da Arturo Danusso comprende venti elementi obliqui a sezione trilobata. I pilastri in facciata si piegano e lavorano come mensole per portare il peso dei piani superiori. Ai puntoni si collegano tiranti e mensole di ancoraggio a V, inseriti nel solaio che sostiene il modulo residenziale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa scelta offre una lezione utile anche a chi guarda un edificio residenziale contemporaneo. Quando una parte della casa sporge, non basta valutare l\u2019effetto visivo del balcone o della facciata. Servono dettagli strutturali, impermeabilizzazioni e manutenzioni programmate, da affidare a un ingegnere strutturista e a imprese qualificate quando si interviene su elementi portanti.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Torre Velasca mostra ci\u00f2 che molti edifici nascondono dietro un rivestimento uniforme. La forma esterna racconta il peso, la distribuzione interna e il passaggio tra funzioni diverse, senza trasformare il sistema portante in un semplice motivo grafico.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Milan. The Velasca tower. The Milan cathedral. The Sforza Castle. Santa Maria delle Castle \" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/IoxxSIbJcgE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Modernismo_memoria_medievale_e_materiali_della_Torre_Velasca\"><\/span>Modernismo, memoria medievale e materiali della Torre Velasca<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Definire la Torre Velasca soltanto brutalista oppure soltanto neogotica non aiuta a capirla. L\u2019edificio attraversa pi\u00f9 categorie della storia dell\u2019architettura italiana del secondo Novecento. Viene associato al post-razionalismo, al neoliberty e, per la materia e l\u2019espressione della struttura, a certe letture del brutalismo.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo modernismo non coincide con una fiducia cieca nella forma internazionale. Rogers cercava una modernit\u00e0 capace di rispondere al luogo. Per questo il riferimento alle torri lombarde, alla Torre del Filarete del Castello Sforzesco e forse alla Torre di Bona non \u00e8 un\u2019aggiunta folkloristica: \u00e8 una scelta che modifica proporzioni, coronamento e percezione della massa.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Facciate irregolari, porfido e chiaroscuro<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le facciate sono costruite con una griglia strutturale leggibile e con pannelli prefabbricati in cemento e graniglia di porfido rosa. Le finestre rettangolari hanno dimensioni analoghe, ma non appaiono disposte come una ripetizione meccanica. Pieni e vuoti variano, creando un ritmo che lo storico Paolo Portoghesi descrisse come una sorta di \u201cspettinatura\u201d.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel fusto, le aperture restano sostanzialmente sul piano della facciata. Nella parte alta, invece, logge e terrazzi non si allineano rigidamente tra un livello e l\u2019altro. Questa differenza produce ombre pi\u00f9 profonde e una vibrazione visiva che rende il coronamento pi\u00f9 domestico, pur mantenendo una scala monumentale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il materiale conta quanto la composizione. Un pannello prefabbricato in cemento con graniglia non ha la trasparenza di una parete vetrata, ma resiste visivamente alla luce variabile di Milano e dialoga con le tonalit\u00e0 minerali della citt\u00e0. Il rivestimento richiede comunque controlli specialistici su fessure, giunti e fenomeni di degrado, soprattutto su un fabbricato vincolato.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per un intervento in casa, l\u2019insegnamento non consiste nel copiare la graniglia della Torre Velasca su una parete. Una finitura minerale \u00e8 coerente quando c\u2019\u00e8 luce sufficiente e quando si accetta una superficie con variazioni, porosit\u00e0 e manutenzione. Un microcemento decorativo, per esempio, nel 2026 costa indicativamente <strong>80-150 \u20ac al metro quadrato posato<\/strong>, ma non riproduce n\u00e9 struttura n\u00e9 profondit\u00e0 della facciata storica.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il tetto e il richiamo alle torri lombarde<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il coronamento termina con una copertura metallica a quattro falde e con un nucleo in laterizio destinato ai locali tecnici. La terrazza perimetrale del piano alto presenta elementi verticali che richiamano, in chiave astratta, le merlature e le guglie del paesaggio milanese. \u00c8 un riferimento controllato, non una ricostruzione letterale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto con il Grattacielo Pirelli di Gio Ponti chiarisce bene la posizione della Velasca. Il Pirelli lavora sulla snellezza, sulla superficie liscia e sulla precisione del profilo. La torre BBPR lavora al contrario su massa, sbalzo, irregolarit\u00e0 e peso apparente. Entrambe parlano della Milano del dopoguerra, ma con due idee molto diverse di citt\u00e0 verticale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa diversit\u00e0 spiega anche perch\u00e9 la Torre Velasca sia stata discussa fin dall\u2019inizio. Il critico britannico Reyner Banham la giudic\u00f2 una ritirata italiana dall\u2019architettura moderna, mentre Philippe Daverio la defin\u00ec un capolavoro. Il dissenso non dipende da un dettaglio marginale: riguarda il modo in cui si accetta o si rifiuta il legame tra design contemporaneo e memoria urbana.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardata da vicino, la torre non propone un\u2019estetica levigata. Propone una materia che si legge nelle nervature, nei giunti e nei cambi di profondit\u00e0, e proprio questa concretezza la rende diversa da molti grattacieli costruiti per essere identici in ogni citt\u00e0.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Restauro_della_Torre_Velasca_e_nuova_Piazza_Velasca\"><\/span>Restauro della Torre Velasca e nuova Piazza Velasca<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2011 la Torre Velasca \u00e8 tutelata dalla Soprintendenza per il suo interesse storico e artistico. Questo vincolo cambia radicalmente il modo di intervenire. Non si pu\u00f2 trattare la facciata come quella di un normale condominio, sostituendo materiali e dettagli solo perch\u00e9 pi\u00f9 rapidi da reperire o pi\u00f9 economici nell\u2019immediato.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo diversi passaggi di propriet\u00e0, Unipol cedette l\u2019immobile a Hines nel 2019 per un\u2019operazione indicata dalla stampa economica in circa <strong>220 milioni di euro<\/strong>. Dal 2020 fu definito un programma di riqualificazione con Comune di Milano e Soprintendenza. Il progetto architettonico fu affidato ad Asti Architetti, guidato da Paolo Asti.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il cantiere dal 2021 e il recupero conservativo<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I lavori partirono nell\u2019ottobre 2021. Il recupero ha interessato le superfici esterne, le cromie storiche, le parti strutturali e gli interni, con l\u2019obiettivo di conservare l\u2019identit\u00e0 dell\u2019edificio senza congelarlo in una condizione museale. La riapertura progressiva degli spazi rinnovati ha restituito centralit\u00e0 alla torre e alla piazza nel corso del 2024.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un restauro conservativo non significa lasciare ogni elemento esattamente com\u2019era. Significa riconoscere quali materiali, geometrie e rapporti urbani costituiscono il valore del bene e intervenire con tecniche compatibili. Sulla Velasca la facciata in pietra e cemento, il disegno delle aperture e le travature oblique erano elementi da trattare con continuit\u00e0, non da mascherare.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli interni sono stati riorganizzati con nuovi spazi commerciali, uffici, servizi per il benessere e unit\u00e0 residenziali. Il diciottesimo piano, nato come livello di servizio, \u00e8 stato ripensato per utilizzare meglio le aree comuni. La trasformazione risponde a un dato semplice: un edificio misto nel centro di Milano deve restare attivo durante ore diverse della giornata.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando un edificio storico viene aggiornato, la parte pi\u00f9 delicata non \u00e8 scegliere una maniglia o un rivestimento. Sono impianti, compartimentazioni, accessibilit\u00e0, sicurezza e compatibilit\u00e0 con i materiali esistenti. Su questi aspetti il proprietario deve affidarsi a architetto, ingegnere e imprese abilitate, perch\u00e9 una finitura corretta non compensa un intervento tecnico sbagliato.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una piazza pi\u00f9 pedonale e meno residuale<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La riqualificazione ha coinvolto anche Piazza Velasca. La nuova pavimentazione in porfido, il verde e gli arredi urbani hanno reso pi\u00f9 chiaro il carattere pedonale dello spazio. Sono state rimosse alcune barriere architettoniche e una parte delle presenze legate alla sosta, con un effetto diretto sulla leggibilit\u00e0 dell\u2019ingresso alla torre.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo passaggio ha valore urbanistico. Un grattacielo pu\u00f2 avere un restauro accurato, ma se il suo intorno resta occupato da traffico, dislivelli irrisolti e superfici senza uso, l\u2019edificio continua a essere percepito come una presenza estranea. La piazza rinnovata restituisce invece una distanza sufficiente per leggere le proporzioni del basamento e del corpo aggettante.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il porfido \u00e8 una scelta coerente con un\u2019area urbana molto frequentata, perch\u00e9 offre una superficie minerale resistente e riconoscibile. Non \u00e8 per\u00f2 un materiale automatico per terrazzi privati o cortili condominiali. La posa, la pendenza e il trattamento antiscivolo incidono sul risultato pi\u00f9 del solo prezzo del cubetto o della lastra.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il restauro della Torre Velasca mostra che la tutela funziona quando comprende anche lo spazio davanti all\u2019edificio. Una facciata recuperata acquista senso soltanto se la citt\u00e0 permette di avvicinarsi, sostare e capire come quella massa costruita incontra il terreno.<\/p>\n\n<figure class=\"is-provider-youtube is-type-video wp-block-embed wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"La Torre Velasca \u00e8 KITSCH? 5 architetture che fanno discutere\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/AKCUkon760w?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Perche_la_Torre_Velasca_divide_ancora_Milano_e_il_design_italiano\"><\/span>Perch\u00e9 la Torre Velasca divide ancora Milano e il design italiano<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Torre Velasca non ha mai ricevuto un consenso tranquillo. Poco dopo la sua realizzazione, Luciano Bianciardi la evoc\u00f2 con tono critico ne <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/La_vita_agra\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La vita agra<\/a>, mentre una parte del pubblico milanese ne prese di mira il profilo pesante e le travature. Il soprannome \u201cgrattacielo con le bretelle\u201d racchiude ironia, familiarit\u00e0 e riconoscimento immediato.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La polemica riguarda anche il modo in cui si guarda un edificio. Chi cerca una torre sottile e astratta pu\u00f2 vedere nella Velasca una massa sproporzionata. Chi cerca invece una architettura capace di portare in superficie struttura, storia e funzioni diverse trova un progetto molto pi\u00f9 complesso di quanto suggerisca la sua silhouette.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Critiche e difese di un\u2019icona milanese<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Reyner Banham lesse la torre come una rinuncia alla modernit\u00e0 internazionale. Altri osservatori hanno sostenuto la posizione opposta. Mario Bellini, Gianmaria Beretta e Stefano Boeri hanno valorizzato la sua distanza dalla standardizzazione, mentre Daverio ha difeso la specificit\u00e0 storica della cultura architettonica italiana.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vittorio Sgarbi ha espresso invece un giudizio durissimo, definendola un paradigma dell\u2019orrore. Queste posizioni contrastanti non si annullano. Mostrano che il valore di un edificio non coincide con l\u2019unanimit\u00e0 estetica, soprattutto quando la costruzione modifica lo skyline di una citt\u00e0 con una forma volutamente non neutra.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La presenza della Torre Velasca nel cinema e nella televisione conferma la sua forza figurativa. Appare in opere come <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Il_vedovo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il vedovo<\/a> di Dino Risi, Milano calibro 9 e nella serie 1992. Non serve inquadrarla a lungo: bastano le sue travi oblique e la testa allargata per rendere riconoscibile Milano.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel confronto con gli edifici recenti, il grattacielo BBPR conserva una qualit\u00e0 rara. Non cerca di risultare invisibile n\u00e9 di trasformarsi in un logo. Espone una posizione, con materiali ruvidi, soluzioni strutturali leggibili e una composizione che continua a richiedere attenzione.<\/p>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come leggerla dal livello della strada<\/h3>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per osservare bene la Torre Velasca, conviene partire da Piazza Velasca e non soltanto dai punti panoramici. Dal basso si distingue il rapporto tra la piastra commerciale, il fusto stretto e l\u2019espansione del volume residenziale. A questa distanza le \u201cbretelle\u201d smettono di sembrare un\u2019aggiunta e diventano il raccordo fisico tra due parti dell\u2019edificio.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proseguendo verso piazza Missori si percepisce la distanza tra la torre e il tessuto pi\u00f9 basso del centro. Dalle zone vicine al Duomo emerge invece il contrasto tra la verticalit\u00e0 gotica delle guglie e la verticalit\u00e0 massiva del cemento. Non sono due linguaggi conciliati con facilit\u00e0, ed \u00e8 proprio qui che il progetto mantiene la sua tensione.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi si occupa di interni e arredo, la lezione non \u00e8 comprare mobili \u201cbrutalisti\u201d solo perch\u00e9 hanno superfici scure o cemento a vista. Una libreria in rovere impiallacciato con bordo ABS pu\u00f2 costare indicativamente 450-900 \u20ac, mentre una struttura su misura in rovere massello pu\u00f2 superare 1.800 \u20ac al metro lineare nel 2026. Il materiale va scelto in base all\u2019uso e alla manutenzione, non per imitare una fotografia.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Torre Velasca resta interessante perch\u00e9 obbliga a guardare oltre la prima impressione. Il suo carattere non dipende da una moda da replicare in appartamento, ma dalla coerenza tra struttura, programma edilizio, materia e posizione nel centro di Milano.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Elemento<\/th>\n<th>Dato verificabile<\/th>\n<th>Significato architettonico<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Indirizzo<\/td>\n<td>Piazza Velasca 5, Milano<\/td>\n<td>Collocazione nel tessuto storico vicino a piazza Missori<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Autori<\/td>\n<td>Studio BBPR con Arturo Danusso per la struttura<\/td>\n<td>Dialogo tra progetto architettonico e soluzione portante<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Altezza<\/td>\n<td>Circa 106 metri<\/td>\n<td>Presenza verticale riconoscibile nello skyline<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Struttura<\/td>\n<td>Calcestruzzo armato, pilastri trilobati e travature oblique<\/td>\n<td>Sostegno del volume abitativo aggettante<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Destinazione<\/td>\n<td>Commercio, uffici, servizi e 72 abitazioni<\/td>\n<td>Edificio misto concepito per attivit\u00e0 diverse<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Tutela<\/td>\n<td>Vincolo della Soprintendenza dal 2011<\/td>\n<td>Restauro soggetto a criteri conservativi<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><\/figure>\n\n\n<h3>Quando \u00e8 stata costruita la Torre Velasca?<\/h3>\n<p>Il percorso progettuale inizi\u00f2 nel 1950. Il progetto definitivo fu definito tra il 1952 e il 1955, il cantiere principale si svolse tra il 1956 e il 1957 e l\u2019opera viene normalmente indicata come completata nel 1958.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 la Torre Velasca ha la parte superiore pi\u00f9 larga?<\/h3>\n<p>Il corpo alto ospita abitazioni, che richiedevano una maggiore profondit\u00e0 rispetto agli uffici collocati nel fusto. Le travature oblique e i pilastri a mensola sostengono questo volume aggettante.<\/p>\n<h3>Chi ha progettato la Torre Velasca?<\/h3>\n<p>L\u2019edificio \u00e8 opera dello studio BBPR, formato da Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers, con il contributo strutturale dell\u2019ingegnere Arturo Danusso.<\/p>\n<h3>La Torre Velasca \u00e8 un edificio tutelato?<\/h3>\n<p>S\u00ec. Dal 2011 \u00e8 sottoposta a vincolo della Soprintendenza per il suo interesse storico e artistico. Gli interventi di restauro devono quindi rispettare materiali, facciate e caratteri architettonici riconosciuti.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Torre Velasca occupa un punto preciso della Milano ricostruita dopo la guerra, tra piazza Missori e il Duomo, in Piazza Velasca 5. Il suo profilo largo in alto, sostenuto da travature oblique, non nasce da un gesto decorativo: deriva dall\u2019uso misto dell\u2019edificio e da una scelta strutturale leggibile anche dalla strada. Nel 2026 il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":236,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-230","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/230","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=230"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/230\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":239,"href":"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/230\/revisions\/239"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/236"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=230"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=230"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sfogliamo.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=230"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}